Bioilluminazione cioè illuminare sfruttando la luce del sole, in bioedilizia è un fattore importante

Parto da questa considerazione: l’orientamento di una abitazione rispetto al sole è fondamentale per godere appieno dei vantaggi energetici nel pariodo invernale e al contempo proteggersi nel periodo estivo dall’eccesso di energia disponibile, lo stesso vale per l’illuminazione all’interno delle abitazioni e luoghi di lavoro.

Sono ancora troppo poco diffusi gli illuminatori cioè quegli sturmenti che posizionati all’esterno nel tetto sono in grado di convogliare la luce del sole e ridistribuirla attraverso l’uso sapiente di fibre ottiche all’interno dell’abitazione “dove serve”.

Riporto un articolo interessante che ho trovato navignado alla ricerca di produttori, prometto a breve una comparazione tra quelli presenti nel nostro territorio.

“I nuovi standard architettonici mirano alla realizzazione di edifici con dispersioni termiche sempre più basse, fino ad arrivare alla casa passiva che richiede per una corretta climatizzazione un consumo inferiore a 15 chilowattora al metro quadrato all’anno. A tal fine le finestre devono essere distribuite in modo da catturare luce e calore il più possibile d’inverno, evitando al contempo i rischi di surriscaldamenti solari estivi per evitare l’uso di condizionatori. Per capire quanto sia importante modificare il modo di costruire e soprattutto di ILLUMINARE, nel contesto attuale dei costi energetici destinati a salire, si pensi che un solo grado in meno di riscaldamento (o di refrigerazione) fa risparmiare l’8% del combustibile consumato in un anno; riscaldare per un giorno un appartamento di 130 mq., può richiedere la stessa quantità di energia necessaria per andare da Genova a Roma in auto; per riscaldare tutto il patrimonio edilizio italiano si consuma più che per l’intero sistema italiano di trasporti.
Oggi è assolutamente naturale valutare l’acquisto di un’auto in base al suo consumo, ma non accade lo stesso quando si acquista un edificio. Ecco perché la progettazione della luce naturale con l’uso di sistemi che possono garantire un idoneo e predeterminabile fattore di luce diurna nei locali (illuminamento interno rapportato alla quantità di luce disponibile contemporaneamente all’esterno), nel rispetto soprattutto delle norme igienico -sanitarie vigenti.
Naturalmente alla qualità di luce naturale, occorre associare una sua adeguata distribuzione e diffusione, nei singoli ambienti, senza produrre incontrollabili apporti di calore.
In materia di illuminazione naturale la normativa è in rapida evoluzione per trarre vantaggio dai progressi delle conoscenze, sui suoi effetti fisiologici ed ai miglioramenti delle tecnologie e dei materiali. La vecchia e consolidata norma del rapporto tra superfici lucifere e la superficie del pavimento degli ambienti, nota come il rapporto illuminante
prescritto – 1/8, 1/10, 1/12 – viene progressivamente sostituta da norme che tengano conto della sua reale qualità di luce naturale occorrente, della sua qualità spettrale (per rispettare i veri colori) e la sua distribuzione dell’ambiente.
Già diverse regioni e per prima l’Emilia Romagna ed alcuni comuni di regioni più conservatrici, hanno già modificato i regolamenti edilizi prescrivendo il fattore di luce diurna (FLD), in alternativa al rapporto illuminante; FLD ad esempio è prescritto in molti casi non inferiore al 2% (cioè 90 lux medi all’interno, con cielo coperto grigio stimabile da
5000 lux al suolo,) oppure al 3% raccomandato per le aule scolastiche, valore più conveniente per il benessere di chi trascorre molte ore ad apprendere.
FLD può essere facilmente stimato per i sistemi Solarspot utilizzando la metodica che il produttore ha sviluppato, che per la sua validità è stata adottata dalla CIE attraverso il lavoro del gruppo di esperti TC 3 -38.
Analizziamo un esempio: Un edificio a pianta quadrata di mt 20×20, per soddisfare il rapporto 1/8 dovrebbe essere
dotato con m2 50 di finestre trasparenti per ogni piano. Se l’edificio, come possibile e probabile, avrà più piani, ciò sarà richiesto per ogni piano e ne consegue che le finestre potranno essere ricavate solo sulle pareti perimetrali.”

per approfondire solarspot.it

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