Casa ecologica all’estero fondi dedicati
In Inghilterra sono oramai una realtà. I fondi che investono nel “mattone sociale”, ossia, in realizzazioni abitative per categorie di cittadini meno agiate (i cosiddetti social housing), o in soluzioni studiate per studenti universitari fuori sede, hanno una tradizione consolidata. Assai meno in Italia dove apripista assoluta del settore tata la Fondazione Cariplo guidata da Giuseppe Guzzetti. La Fondazione di Cà de Sass, con Crédit Agricole AM, ha messo in pista uno strumento di gestione che, sino a questo momento, ha raccolto 45 milioni di euro e che conta di effettuare interventi residenziali a Milano e provincia. «Occorre però fare molta attenzione - afferma Sergio Urbani, responsabile delle strategie della Fondazione - e seguire regole precise: gli interventi in fase di assegnazione delle unità abitative, ma anche in sede progettuale non debbono mirare soltanto a sanare un problema individuale così com’vvenuto sino a ora con l’attribuzione dei punteggi. Al contrario occorre tenere ben distinto questo piano dall’inserimento in un contesto sociale armonico. Il rischio hiaro: che si creino dei veri e propri ghetti sull’esempio di quanto ià accaduto».
Un’altra iniziativa prossima al debutto è quella che coinvolge Fimit Sgr. Diversi costruttori privati che hanno aderito a bandi di gara emessi dalla regione Lazio e dal comune di Roma, via via che realizzano gli immobili li apportano, in cambio di quote, in un fondo che sarà gestito dalla Sgr del gruppo Capitalia una volta raggiunto i 100 milioni di euro di valore immobiliare. «Siamo ormai vicini a tale cifra - dichiara Paolo Scordino, responsabile strategie di Fimit Sgr -. I primi immobili arriveranno sul mercato entro i prossimi 12 mesi. Ci rivolgiamo a una fascia di popolazione che ha un reddito intorno a 1200-1600 euro e che tendenzialmente non si può permettere di pagare 1000 euro di affitto. Per cui l’idea è quella di concedere un affitto calmierato, intorno ai 600-800 euro a seconda dei tagli degli appartamenti. Abitazioni comunque di livello medio, con un valore di costruzione intorno ai mille euro al metro quadro, inserite in diverse zone di Roma non particolarmente problematiche». Queste facilitazioni sono rese possibili dal contributo a fondo perduto (che varia dal 20 al 60%, a seconda della durata degli affitti che spaziano da otto a oltre 30 anni) elargito a favore dei costruttori da parte degli enti pubblici coinvolti.
«Il successo dell’inziativa - continua Scordino - è anche legato alla selezione degli inquilini, che alla scadenza avranno un diritto di prelazione sull’acquisto dell’appartamento. Soggetti quindi che in prospettiva avranno la possibilità di comprarsi una casa, ma che oggi sono impossibilitati a pagare anche un affitto a prezzi di mercato». Fimit ha già in cantiere una seconda iniziativa da realizzare sempre in simbiosi con il comune capitolino, su aree individuate dal dipartimento urbanistico della Terza Università di Roma.
Ma anche altre società si stanno muovendo: da una parte Bnl Fondi Immobiliari, società del gruppo Bnl guidata da Michele Cibrario ha istituito un gruppo di studio per analizzare possibili soluzioni, mentre è previsto un ingresso su questo segmento di mercato da parte della britannica Cordea Savills che ha incaricato Gerardo Solaro del Borgo (ex ad di Deutsche bank fondi immobiliari) di presidiare anche questo mercato potenziale.
di Stefano Elli e
Gianfranco Ursino
Tratto da il sole 24ore